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Notiziario n° 2 Primavera 2007 | >Archivio storico

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Per la redazione: Kengaku Pinciara, Hakuho Sottile, Mokuryo Maurizio
Per le foto: Francesco Myoshin Censi e Fabio Faccin




 

Invece di una presentazione - di Roberto Kengaku Pinciara

Ho sempre asserito che anche i momenti più tristi portano con sé qualcosa che definisco come il "mistero della vita". Essere aperti a questo mistero è, per me, vivere la mia vita in maniera religiosa.
Accadde, così, che quel giorno di tristezza per la scomparsa di un caro amico, con le lacrime agli occhi entrai nella stanza avvolta dalla penombra. Al centro l'altare.
Così io chiamo quella cassa che contiene ciò che ci viene lasciato da chi parte per l'ultimo suo viaggio, l'altare dell'estrema offerta.
La stanza, in quel momento, ospitava solo tre figure, il caro amico scomparso, una presenza seduta lì accanto, immobile, ed io.
Mi accostai rispettosamente ai due che sembravano comunicare con un linguaggio antico, un linguaggio che il mondo non conosce. Incontrai lì, in quella particolare occasione, il Conte Luchino Dal Verme.
Sono passati molti anni da allora e ancora ringrazio l'amico che se n'é andato per l'ultimo regalo che mi ha fatto. Non sono in grado di presentare un personaggio simile, posso solo cercare di esprimere quello che nel cuore e nella mente provo per questo mio caro amico Luchino.
E' difficile vivere in questo mondo senza nuocere ad alcuno. Si sa che quando fai del bene ad una parte inevitabilmente ne scontenti un'altra, perché così vanno le cose, ma riuscire a vivere una lunga vita senza che alcuno sia offeso da te, nelle azioni e nella parola, è assai difficile. Questo è Luchino, da tutti in questa valle descritto come "il Giusto".
Luchino è un uomo con questo gusto, un uomo he ha il profumo di queste terre, un uomo antico come sono gli uomini che sono semplicemente uomini.
Gli incontri ti cambiano la vita perché sono come paletti messi lì sul tuo cammino per farti deviare, non importa se poco o tanto, ma ti correggono la direzione.
E' una storia che in qualche modo si incrocia con un'altra storia, per questa ragione diciamo che sono uomini antichi.
E' proprio questo il punto, l'incontro vero è il rito più profondo, la cerimonia più elevata, è quello che chiamo il sale della terra, l'elemento essenziale senza il quale non ci sarebbe alcun profumo su questa terra. Ed è così che accade, e solo quando ti congedi e silenziosamente risali in macchina per andartene ti accorgi di come eri povero prima e di come speri possa essere un giorno la tua vita. Ma i giovani, e meno giovani, di oggi che vivono consumati dal consumismo che storia hanno ? Con quali occhi e orecchie potranno mai sentire e vedere il colore di questa eternità?
Perché la gioia sta proprio racchiusa in questo piccolissimo, impercettibile momento, quello di un incontro con una persona straordinaria.





 

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