Comunità zen di Komyoji
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Notiziario n° 2 Primavera 2007 | >Archivio storico

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Per la redazione: Kengaku Pinciara, Hakuho Sottile, Mokuryo Maurizio
Per le foto: Francesco Myoshin Censi e Fabio Faccin


 



 

Diario - Parole(1) rubate ai discorsi
del maestro Kengaku Pinciara durante la cerimonia del Tè

DOMENICA 22 APRILE:
Gusto antico: è la sesshin. Il tè è l'incontro, il momento più importante. E' il carattere. L'antica memoria che ci fa allineare ai passi di Buddha. Far girare la ruota del Dharma. E' il manto invisibile che si rende visibile nel kesa(2). Il carattere di Komyoji. Sentirsi impacciati è finzione. Il Dojo è la salvezza
dalla follia contemporanea. Manjusri, o il padrone di casa, è colui che porta calma fra i sensi ed i fenomeni. Il cuore antico (è padre) è una persona risvegliata.
Grazie

LUNEDI' 23 APRILE:
Nessuno disturbi la nostra santa pratica. Lo spirito sia lì dov'è la mia azione, il mio corpo. La serenità della mia vita è là dove ci sono le mie azioni. La mattina, per la cerimonia del tè, facciamo sanpai(3) in direzione dei Patriarchi che ci hanno aperto la strada e poi al maestro che cammina ora con noi. Sanpai rende il cuore leggero. Lo spirito è la parte più leggera della carne. Il sonno
dell'umanità è precondizione per la continuità del mondo stesso, che è così come in autoprotezione.

MARTEDI' 24 APRILE:
Le mani sono la parte più difficile da controllare perché esprimono l'inconscio. Se controllerete le dita delle vostre mani controllerete il vostro spirito. Le dita devono essere sempre unite tra loro.

MERCOLEDI' 25 APRILE:
Usando la mente universa è sufficiente quel che facciamo? No. La civiltà è in crisi perché la gente si accontenta, si accontenta anche di avere tanti miliardi.
Bisogna pretendere di più, sempre di più... Se si potesse vedere che Buddha (o Dio) è in noi e non fuori, come fare a non credere? Bodhaishin(4) ! Le menti individuali si accontentano sempre di un piccolo sforzo, ma dalla visuale della Via, non è così. Tutti i Patriarchi hanno detto Io sono la Via. Non bisogna guardare indietro. Fare del bene, o anche fare la sesshin, è certo un'ottima cosa, ma è solo uno sbuffo dell'io. Altra cosa è scardinare tutto perché la Via ci spinge dentro. Non c'è alternativa. E' il riferimento.
Tutti gli eventi ci portano all'illusione. Una vita fortunata, come è stata quella del mio maestro, è una vita orientata dalla Via. La Via è un susseguirsi di capocchie di spillo che, alla lunga, formano
il sentiero. Un'azione, oggi, è una capocchia di spillo che, se trascurata, dopo tempo, diventa un ostacolo insormontabile.
Non c'è altro che darsi. Chi arriva a sesshin cominciata, appena giunto, messe giù le valigie, deve andare a fare sanpai nel Dojo per allineare lo spirito. Ma dobbiamo far sì che la nostra presenza, qui, diventi più robusta. Non dovete venire a Komyoji perché c'è da fare la sesshin ma perché qui riconoscete lo spirito della Via ed il vostro spirito. Le preoccupazioni della vita sociale sono come la pioggia: basta poco per inzupparci. L'energia che spendiamo è enorme. In sesshin, la quiete ed il silenzio lasciano la mente libera e anche la stanchezza è d'altra natura.

GIOVEDI' 26 APRILE:
Ospite ed ospitante sono occasioni per la pratica di entrambi. Ci sono i dharma perché ci sono i fenomeni. Ciò che sta accadendo (ciò che accade) è (sempre) la verità: mettersi in situazione, connettersi. Non esiste una verità fuori contesto, senza una situazione. Se mi offrite un tè forte vi elevate al giusto livello che l'occasione pretende. E' l'incontro. In questo non c'è maestro/discepolo o padrone/servo.

VENERDI' 27 APRILE:

Zazen non conosce intermediari: né i sensi, né il Sé, né la preghiera.

DOMENICA 29 APRILE:
Occorre proiettarsi sempre un passo più avanti delle nostre attuali esigenze. Valorizzate la vostra famiglia spirituale perché quella vi salverà la vita quando arriverà la disperazione. Non siate in transito a Komyoji. A furia di mettere piante, qualcuno alla fine metterà radici.

Kengaku Pinciara


1 - Le prime parole della giornata. Prima di allora, difatti, nel Tempio è vietato parlare.
2 - All'origine il vestito monastico confezionato da Buddha stesso con pezzi di stoffe. Una sorta di mantello che il monaco indossa al momento dell'ordinazione.
3 - Prosternarsi, inchinarsi con spirito di rispetto ed abbandono.
4 - Lo spirito del risveglio




 

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