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Per la redazione: Kengaku Pinciara, Hakuho Sottile, Mokuryo Maurizio
Per le foto: Francesco Myoshin Censi e Fabio Faccin


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Il Tè
Tra gli incontri di questa sesshin, particolarmente gustoso è stato quello con Marina Pasotti, della Teeria Edonè, via Roma 2, Casteggio, maestra del tè.
I benefici salutistici del tè sono documentati in molti libri di medicina dell'antica Cina, e già Huang Di - il leggendario Imperatore Giallo - parlò degli effetti salutistici del tè nel suo Nei Jing Su Wen, il trattato di medicina interiore.
Ben presto il consumo del tè divenne in Cina un'usanza sociale talmente importante, che fu addirittura codificata una vera e propria arte che ne fissava i principi della preparazione. L'arte del tè cinese sarà fortemente influenzata da una delle figure più importanti di tutta la storia di questa bevanda - Lu Yu - che nel 760 dC scrisse la sua celebre opera Cha Jing, ovvero il Canone del Tè.
Il Cha Jing è il primo libro della storia esclusivamente dedicato al tè, nel quale si tratta esaustivamente - e per la prima volta - ogni aspetto legato alla bevanda, dalla coltivazione della pianta alla sua lavorazione, fino alle regole per la preparazione così come poemi e aforismi sul tè.
L'opera di Lu Yu è ancora oggi considerata un importante riferimento per ogni appassionato di tè. La sua figura, il suo pensiero e il suo stile di vita - interamente dedicati al culto del tè e al rapporto in armonia dell'uomo con la natura - sono stati così determinanti tanto da fare considerare Lu Yu come il dio del tè. Ben presto in Cina si diffusero ovunque le cosiddette case da tè, luoghi pubblici dove la gente si incontrava, conversando e bevendo tè. Ancora oggi le case da tè sono molto diffuse nel paese e rappresentano un importante riferimento per la vita sociale. In Cina il consumo del tè è riferito per la quasi totalità al tè verde, del quale esistono centinaia di varietà diverse, ognuna con i suoi aromi, gusti e proprietà.
In Cina sono apprezzati anche i cosiddetti Hua Cha cioè i tè aromatizzati con petali di fiori, fra questi, il gelsomino e il crisantemo - e i tè semifermentati.
La Cina è il paese con la più antica cultura del tè del mondo - la pianta del tè, la Camellia Sinensis è appunto originaria della Cina - e il modo di preparare l'infuso è cambiato nel corso dei secoli. Oggi, come nella maggioranza dei paesi del mondo, il tè in Cina è preparato per mezzo dell'infusione delle foglie in acqua calda.
Fra le civiltà più antiche del mondo, la Cina ha svolto un ruolo determinante anche nello sviluppo culturale degli altri paesi orientali, introducendo anche la cultura e il consumo del tè. Giappone,Taiwan, Corea e Vietnam - paesi nei quali il consumo del tè rappresenta un'abitudine sociale importante - hanno ricevuto dalla Cina la cultura per questa bevanda.
Fra questi, il Giappone è certamente il paese che ha maggiormente subito il fascino del tè, fino a sviluppare una rigida e formale cerimonia, il celebre Cha No Yu, letteralmente acqua
calda per il tè. Nel Cha No Yu, la preparazione del tè assume elevata dignità e ogni gesto, istante, oggetto e il luogo stesso dove si celebra, deve seguire scrupolosamente un preciso rituale e forma, sia da parte di chi offre e prepara il tè, sia da parte degli ospiti. In realtà, dietro le rigide regole dello svolgimento del Cha No Yu, si ricerca l'espressione del rapporto dell'uomo con sé stesso, un momento in cui si esalta la dignità e il rispetto per sé stessi e per gli altri, una precisa ricerca ed esaltazione del bello e dell'ospitalità. Il senso fondamentale del Cha No Yu può essere riassunto in un episodio che vide protagonista Sen No Rikyu, il più
grande e importante maestro del Cha No Yu. Vissuto in Giappone nel 1500, il pensiero di Sen No Rikyu ha determinato sia la diffusione della cultura e del consumo del tè in Giappone, sia della suggestiva cerimonia.
Si racconta che Sen No Rikyu fu invitato da un contadino nella sua casa per un tè. Il maestro accettò e porto con sé alcuni suoi discepoli. Il contadino - emozionato per l'onore di avere il grande maestro nella sua casa - preparò il tè con gesti piuttosto maldestri di fronte a Rikyu, che rimase impassibile. Quando furono sulla via di casa, i discepoli - dileggiando il povero contadino - dissero al maestro come avesse potuto quell'umile uomo invitare il grande maestro e servirgli il tè in quel modo.
Sen No Rikyu rispose che quell'uomo aveva in realtà eseguito il Cha No Yu in modo impeccabile. Alla sorpresa dei suoi discepoli, il maestro aggiunse che quell'uomo gli aveva offerto il tè con sincerità e con il cuore, pertanto non aveva commesso alcun errore.
Il consumo del tè in Giappone non è esclusivamente legato alla ritualità del Cha No Yu. La bevanda è consumata dai giapponesi anche in momenti meno formali e il consumo riguarda quasi esclusivamente il tè verde.
Un altro paese dell'estremo oriente nel quale il tè assume un'alta
importanza sociale è la Corea. Il tè fu introdotto nel paese nel VI o VII secolo d.C da alcuni monaci buddisti di ritorno dalla Cina. Anche in Corea - esattamente come in Cina e in Giappone - si pratica una cerimonia formale sulla preparazione e il servizio del tè. In Corea il consumo del tè riguarda quasi esclusivamente quello verde e la bevanda è parte integrante degli usi e della cultura del paese, la cui popolazione lo consuma - in genere senza ricorrere a cerimonie rituali - in diversi momenti della giornata.
Anche a Taiwan la cultura del tè è un'espressione sociale molto importante e il consumo della bevanda è molto diffuso nel paese. Qui si produce e si consuma prevalentemente tè semifermentato - i cosiddetti Wu Long Cha, letteralmente tè drago nero - tuttavia anche il tè verde è piuttosto diffuso.
Un altro paese di estrema importanza per la cultura del tè è l'India. A differenza degli altri paesi orientali - nei quali si coltiva la varietà Camellia Sinensis - qui si coltiva e si produce tè dalla locale varietà Camellia Assamica. È da questa varietà che si produce la maggioranza del tè nero esportato e consumato nei paesi Europei e del Nord America. Il consumo di tè in India è molto diffuso, un'abitudine che riguarda prevalentemente tè nero e che si registra in tutto il paese, così come nella vicina isola di Sri Lanka, altro importante produttore di tè. In India il tè è principalmente preparato con la semplice infusione delle foglie in acqua, tuttavia è piuttosto diffusa l'abitudine di aggiungere semi e spezie con lo scopo di aromatizzare la bevanda, così come di preparare l'infusione delle foglie nel latte anziché nell'acqua.
Marina Pasotti
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