
Un panorama è, certo,solo un panorama; pure, a Komyoji, è il respiro della valle, lo sguardo aperto dell’ aperto cuore.

La Via è stata spesso assimilata ad una porta; una porta, di solito, il cui passaggio è giusto quanto colui o colei che vi passa, In questo caso, a Komyoji, s’attraversa un ponte, un piccolo ponte, sul quale bisogna però passare veloci e decisi, perché qui, similitudine per similitudine, più che la larghezza conta la leggerezza.
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Il nuovo Presidente
Inizio questa lettera di saluto presentandomi, almeno a chi non mi conosce. Ho cinquantaquattro anni, sono sposato con due figli ormai grandi e lavoro presso un ente pubblico. Pratico arti marziali da trent’anni. Dieci anni fa ho incontrato il maestro zen Kengaku Pinciara e da quell’incontro è scaturito un rapporto di stima e fiducia, vivo tutt’ora, che mi ha portato, cinque anni fa, a ricevere da lui i voti di bodhisattva con il nome di Hogaku.
Nell’assemblea del 3 agosto scorso sono stato eletto nuovo presidente dell’Associazione Scuola Soto Zen-Centro Studi Zen Komyoji. Non vi nascondo il mio timore; sono lusingato di essere stato proposto ed eletto a questo incarico, ma il valore di chi mi ha preceduto per tanti anni e, d’altra parte, le mie scarse qualità di fronte alle necessità che la vita sociale impone, anche a piccole comunità come la nostra, un po’ spaventano.
Ho comunque accettato di buon grado convinto che questi cambiamenti sono per il bene di Komyoji e delle persone che lo animano; quindi mi applicherò in questo, sperando di non disturbarvi troppo con l’incertezza di questi miei primi passi.
Dicevo che condivido questo cambiamento; la scelta, per esempio, di Roberto Kengaku di dedicarsi completamente alla guida spirituale della comunità. Per permettere ciò tutti i membri debbono, di conseguenza, farsi carico degli aspetti materiali, riferiti alla struttura, e sociali; per quel che mi riguarda faccio il primo passo e assumo il ruolo di presidente dell’Associazione.
Dalla mia parte ho solo quell’età che garantisce d’aver fatto molti sbagli in passato senza per altro la garanzia di non farli più in futuro. Permettetemi, però, di esprimere un obiettivo ambizioso che mi pongo come neo Presidente: che lo spirito della pratica di zazen influenzi maggiormente la materialità, ovvero il sociale.
Ho potuto verificare per esperienza che la vita sociale, e in particolare quella delle associazioni, tende ad appiattirsi sia all’interno che verso l’esterno. All’interno, ci si dedica ad un facile unanimismo, delegando chi ha le responsabilità e perciò si assume impegni, di fatto non assumendosene mai per sé; all’esterno, ovvero nei rapporti con gli altri soggetti sociali, soprattutto istituzionali, scivolando in quell’opportunismo teso a cercare di coltivare i famosi rapporti sociali solo per arraffare vantaggi per sé o per la propria organizzazione.
Non credo di riuscire nel miracolo di realizzare completamente l’obiettivo che mi sono posto, ma quantomeno avvierò l’Associazione decisamente per quella strada, percorrendo più percorso possibile e, infine, sapendo che nessuna conquista è per sempre, perseverando.
Concludo con un caloroso saluto a tutti. Auguro ai praticanti iscritti, ai simpatizzanti e ai curiosi che mi leggono un anno di pratica intensa, energica, perché ormai abbiamo sperimentato di persona che più energia spendiamo nella pratica più senso ed energia abbiamo nella nostra vita quotidiana.
Dimenticavo di darvi l’organigramma uscito dall’assemblea dell’Associazione del 3 agosto scorso:
- Presidente: Carlo Hogaku Faleschini
- Segretario: Salvatore Hakuho Sottile
- Consiglieri: Alessandra Korin Righi, Maria Grazia Shogetsu Uggé, Vittorio Mokuryu Maurizio
- Revisore dei conti: Sergio Saracino
Il Presidente Carlo Hogaku Faleschini
PS: non scordatevi di rinnovare, o fare al più presto, la nuova iscrizione.
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