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Roberto Kengaku Pinciara
C’era un tempo in cui Roberto Pinciara si dedicava alla pratica e studio delle arti marziali.
L’incontro con la “Dolce Arte” avvenne all’età di 17 anni nella scuola Assunta di Genova-Nervi sotto la guida di Rinaldo Orlandi allievo del maestro Gino Bianchi, il pioniere della dolce arte in Italia.
Nel 1973 fondò la prima scuola di ju jitsu a Milano, poi per approfondire la conoscenza della “Dolce Arte”, studiò e praticò Judo e Karate, e katori Shinto.
E’ a quel tempo 4° Dan di ju jitsu ma il suo interesse per la filosofia orientale e lo spirito religioso nella pratica di ogni giorno, lo condusse all’incontro con il Maestro Taisen Deshimaru e lo Zen, avvenuto nel 1978 e che trasformò completamente la sua ricerca.
Pochi anni dopo, nel 1981, Roberto Pinciara è ordinato monaco - con il nome di Taido Kengaku - e fonda un dojo zen nella stessa scuola di arti marziali nella città di Milano, col nome Hei Jyo Shin Kore Do.
Frattanto, morto il maestro Taisen Deshimaru, egli assolve all’incarico da questi affidatogli di aiutare la missione di Taiten Guareschi, in quegli anni impegnato nella diffusione della pratica dello Zen in Europa.
E venne il tempo, è il 1987, nel quale nasce qualcosa sulle colline del pavese, qualcosa che Kengaku Pinciara chiamerà Tempio della Valle e - in un altro tempo e con un altro incontro - il maestro Narita Shuyu battezzerà Komyoji. Ecco cosa c’è ora sulle colline del pavese: Komyoji, luce che risplende su tutti gli esseri.
Ancora pochi anni, è il 1993, ed un nutrito gruppo di discepoli anima la vita di Komyoji, al punto da dar vita ad un’associazione denominata Associazione Scuola Soto Zen.
E infine venne il tempo, è il 1999, nel quale un fiore brilla all’unisono e un testimone passa di mano: dal maestro Narita Shuyu, Kengaku Pinciara riceve la trasmissione del Dharma.
Ora, è il tempo nel quale una Comunità si raccoglie attorno all’Abate e fondatore di Komyoji, Kengaku Pinciara, di cui l’Associazione Centro Zen Komyoji, costituitasi nel dicembre del 2006, è l’espressione sociale che, senza lasciar disperdere l’eredità spirituale ed organizzativa della precedente Associazione Scuola Soto Zen, dà nuovo vigore allo spirito religioso ed alle intuizioni originarie del fondatore ed Abate del Tempio di Komyoji.
L’esperienza che si vive a Komyoji è un laboratorio con un carattere peculiare e singolare: far convivere l’evento originario del risveglio di Buddha nel vivere quotidiano di tutti e di ognuno, al di là delle divaricanti scelte di vita monacale o laica.
Lo stesso Abate, difatti, così come i suoi discepoli, vivono del loro lavoro nel mondo e, insieme, del puro respiro del dharma, cercando sempre di rispecchiare l’uno nell’altro e pervenendo così all’originario insegnamento di Buddha e Dogen: ogni cosa canta la verità senza aggiungere nulla.
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