La vita della forma   di Roberto Kengaku Pinciara
Riflessioni riguardo i Kai   di Roberto Kengaku Pinciara



Riflessioni riguardo i Kai
Introduzione alle riflessioni a riguardo dei Kai
| Riflessioni riguardo i Kai

Introduzione alle riflessioni a riguardo dei Kai

Una volta, Narita Shuyu Roshi ha detto:
“Quando ci sediamo e assumiamo la postura di zazen, zazen è già lì.
“Quello che appare nella nostra coscienza è il nostro karma.”
Il problema della coscienza è un problema serio, non dobbiamo sottovalutare l’energia che abbiamo in noi. Questa energia può diventare distruttiva o creativa. L’ambizione di una sola persona, può creare seri problemi ad altre persone, addirittura può far morire tante persone; così, ciò che stiamo facendo è molto delicato, perché non si tratta di imparare ad essere o imparare a fare, ma risolvere radicalmente il problema.
“Risolvere radicalmente il problema è cambiare l’attitudine, e cambiare l’attitudine è difficile per tutti, perché alla fine siamo tutte persone piccole.”
La nostra vita non è altro che il karma che stiamo vivendo.
Questo karma è ciò che dobbiamo attraversare in questo momento. Ed è così per tutti; pe questa ragione il mio pensiero è che non è bene dire a qualcun altro cosa è bene fare e cosa non lo è, cosa sia giusto e cosa no.
“L’attitudine comune è quella di dare molta importanza ai propri sentimenti, alle proprie emozioni e sensazioni, e riservare poca attenzione alla nostra Natura Originale.”
In questo modo inconsciamente si segue il proprio karma. A questo livello poca cosa si può fare.
Ciò che occorre fare è dare più fiducia alla Natura di Buddha e un po’ meno a quelle che sono le nostre preoccupazioni perché “Anche se si desidera con tutto il cuore che qualcosa avvenga, non è mai bene forzare troppo”. Inconsciamente e naturalmente al momento giusto ciò che è giusto che accada giunge con corretta armonia.
Con queste riflessioni nel cuore mi sono seduto ed ho riflettuto sul principio dei Kai; ciò che è affiorato e che io vivo nel cuore a riguardo di tutti i precetti e della pratica Buddhista.


Riflessioni riguardo i Kai

Zazen, il Kesa( l’abito), i Kai (precetti), hanno tutti la stessa radice:
“ Il dischiudersi della vita umana “
Questo dischiudersi è simile al fiore di loto:
“ Cresce nell’acqua stagnante ed evidenzia in tutto il suo splendore la sua nudità.”
Ciò significa che il dischiudersi alla vita non dipende dalla nostra volontà, dal nostro sforzo o dall’impegno con cui si pratica, e nemmeno a motivo del nostro buon comportarci, ma fiorisce spontaneamente e incondizionatamente.
Quando si parla dei Kai, comunemente vengono esposti come delle regole di comportamento, ma visti in questa prospettiva sono come il vestito che ricopre le nostre nudità. I Kai hanno la stessa radice delle nostre nudità.

Come l’alito che incontra lo specchio.
L’alito lo si può vedere perché appanna la superficie dello specchio, tuttavia non è lo specchio, ne l’aria che c’è nei polmoni.
L’alito si condensa contro la superficie fredda dello specchio e noi vediamo che siamo vivi.
Così è per i Kai, prendono forma come regole perché si riflettono nello spirito, ma la loro Natura è nella stessa radice dell’esistenza.
I Kai prendono forma come ossa, carne, muscoli, pelle che compongono i nostri corpi, ma altro non sono che l’alito caldo del dischiudersi della vita.
Fare l’esperienza della vita umana è fare l’esperienza dei veri Kai, è fare l’esperienza dello zazen stesso.

In realtà possiamo riconoscere i Kai solo perché essi sono già da qualche parte in noi.
Taisen Deshimaru Roshi aveva detto:” Il Tesoro dei Precetti della Natura di Buddha, che è la nostra vera natura, è impressa nel fondo del nostro spirito.”
Formuliamo il voto di prendere rifugio nei Kai, ma in realtà è in noi stessi che prendiamo rifugio.
Non come isolamento, non come chiusura alla vita, ma come l’atto del dischiudersi del fiore di loto, l’atto del dischiudersi della vita stessa.

Quando il Maestro ci trasmette i veri Kai, è come ricevere in dono la vita eterna.
So benissimo che questo può sembrare strano e forse addirittura blasfemo, ma è proprio così, e lo realizzerete.

Solo il Maestro permette, nel trasmetterci i veri Precetti, il dischiudersi del vostro vero aspetto e ogni qualvolta inconsciamente e naturalmente rispetteremo i Kai, in altrettanto modo rispetteremo il nostro Maestro: Così si realizza l’empatia con l’Universo (Kannodoko).

Possiamo naturalmente e inconsciamente rispettare i Kai solo perché questi sono la fonte della nostra esistenza, e il rispettarli non è un rispettarli nel senso comune del termine, bensì il testimoniare della Natura intrinseca della vita umana, cioè la Natura di Buddha.

D’altronde se il rispettarli dipendesse dalla volontà o dall’intelligenza personale o da quant’altro contraddistingue le varie esistenze umane, il rispettarli non sarebbe un autentico rispettarli.

Ogni qualvolta nasce la dualità nel nostro spirito, che provenga dal Dharma, dal Buddha o dai Kai stessi, ci smarriamo nella confusione e diamo vita alla violenza in noi.

Il cammino religioso(pratica)ci sostiene e ci accompagna nella vita indivisa, cioè una vita vissuta in armonia con tutte le esistenze, quando non è così, è solo esibizione del proprio ego.

Là dove c’è un moto, c’è un andare e un venire, una vita e una morte, questa è la transitorietà dell’esistenza; I Kai sono il grande oceano dove tutto si riversa, dove tutto è immobile  e perfettamente quieto.

Questo è il mondo di KU.

A volte i precetti ci appaiono come il timone della vita, altre volte come il faro che ci illumina nella notte più buia; altre la benevolenza che tutti i Buddha hanno riversato su di noi, ma tutto ciò dipende dal fatto che ancora non siamo abbandonati alla Via, ancora non poniamo la nostra fiducia nella Natura Autentica.

Ricevere i Kai nello spirito, dallo spirito del Maestro (I Shin den Shin) è fare l’esperienza della vita umana.
Non è la stessa conoscenza che si acquisisce dietro i banchi di scuola, nemmeno attraverso la scuola della strada, è piuttosto la stessa esperienza che ha fatto Buddha Shakyamuni sedendo in zazen: Questo è il suo risveglio.

Mi sono più volte chiesto dove hanno origine tutte le nostre illusioni (Bonno).

Dove hanno origine la rabbia, la paura, l’amore, l’odio ?

Dove nascono tutti i sentimenti umani ?

Potremmo fare un analisi dei processi mentali e spirituali che costituiscono la vita umana, ma non è questo che ci interessa; ci interessa vedere con chiarezza dove nasce la sofferenza, dove il dolore.

La fonte è la stessa da dove sgorgano i Kai.

Dove sgorga la vita, là scaturisce anche la morte.

Viene detto: “Quando seguite le bonno siete persone illuse, quando seguite i Kai siete dei Buddha”.
Ma non dobbiamo cadere nella dualità: Bonno e Kai, risveglio e illusione sembrano due cammini diversi ma in realtà l’uno non può escludere l’altro poiché hanno la stessa sorgente.

Quello che noi chiamiamo zazen è il mescolarsi, come l’acqua col latte di quell’energia vitale che prende forma ora come Bonno, ora come Precetti.

Le vostre Bonno daranno un forte impulso e freschezza ai Kai.
Questi veri Kai da voi ricevuti in questa occasione, saranno timone nella vostra vita alle vostre Bonno. (Bonno soku Bodai)

Così io prego voi oggi di non preoccuparvi troppo se li rispetterete oppure no, questo da un certo punto di vista non è più affar vostro.   Quando la Via è tracciata nel proprio spirito, non si può fare altro che percorrerla.
Così non sarà più la vostra volontà o i vostri meriti o la vostra conoscenza a condurvi, ma il forte potere dei Kai che il vostro Maestro ha dischiuso nei vostri cuori.

Ora diventerete una volta per tutte uomini adulti che a partire dal vostro autentico spirito, dalla sorgente originale dei Kai, potrete attingere per condurre, se lo vorrete, voi stessi e altri esseri sull’altra riva.

Umilmente vi ringrazio e vi auguro tanta felicità.

Roberto Kengaku Pinciara



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