Quando arrivate sino qui e iniziate la sesshin zen, vi do il benvenuto.

Non è un benvenuto solo convenzionale; durante la sesshin tutti i pensieri discriminanti come piccolo o corto, bene o male, piacevole o spiacevole vengono immersi nella stessa acqua dello spirito che ogni cosa bagna.
Astuti, ingenui, abili o meno, maschi o femmine, tutti senza alcuna discriminazione di colore, fede politica o religiosa, siedono pacificamente dentro loro stessi.

Non è un isolarsi dentro le proprie personalità e rafforzare quindi i propri punti di vista, ma è lo sradicarsi delle nostre false sicurezze, delle falsità che increspano la nostra vita e ne impediscono una vera realizzazione.
Siate naturali con voi stessi e con gli altri compagni di pratica, non confondetevi dietro le forme, i riti, le cerimonie e la regola stessa; vivete tutto con naturalezza e non lasciatevi ingannare dagli altri e soprattutto da voi stessi.
Il senso di rigetto per quello che vi turba, o per quello che vi appare strano, è una difesa consolidata dal vostro vecchio ego e non vi lascia lo spazio per la scoperta del nuovo.
Quando siamo in difficoltà, qualsiasi difficoltà, cerchiamo di proteggerci con qualsiasi cosa, sia questo un sentimento o un semplice pensiero. Lasciate spazio alla difficoltà, lasciate spazio anche al dolore che forse provate alle ginocchia, vista la posizione seduta.

Lasciare spazio significa comprendere. Occorre comprendere la nostra paura, la nostra sete. Comprendere è come lasciare spazio, lasciare aperto.
Solitamente, quando siamo messi in discussione tendiamo a chiudere, chiudere il pensiero, barricandoci dietro le solite opinioni, ideologie, credenze di ogni giorno. Ma considerate che sono proprio queste cose a contaminarvi e non lasciarvi volare liberi verso il nuovo.

Forse siete persone stupende o forse no, forse siete persone ambiziose o forse no, scopritelo da voi stessi chi siete. Senza lasciarvi ingannare dal giudizio degli altri che finiranno prima o poi per condizionarvi la vita, continuate a praticare la meditazione zen e raccogliere l’energia in voi stessi, senza dubitare, senza esitare.

Come la goccia che cade incessantemente sulla dura roccia, ne scava un solco profondo, allo stesso modo occorre essere concentrati sullo spirito, sulla Via, sino ad oltrepassare quel mondo condizionato che ci spinge ora ad esaltarci, ora a deluderci.

L’accostarci a noi stessi è come lo sfogliare una cipolla: se ne toglie strati su strati, sino alla fine.
La Via del Buddha non è aderire ad una verità che qualcuno ci ha svelato, né credere a quello che è riportato sui testi, siano essi ritenuti sacri o meno. La Via del Buddha è sperimentare che ogni cosa è una sola cosa, nelle infinite diversità, nelle infinite sfaccettature che spesso si contrappongono e ci appaiono opposte.
E’ vivere, o almeno tendere a vivere, una vita indivisa. Ma questo non è possibile solo attraverso l’uso del pensiero; occorre farne una esperienza corporea vera, occorre cimentarsi con tutto se stessi dentro l’esistenza umana.

Come un diamante dagli infiniti aspetti e sfaccettature, l’essere umano è fatto di sentimenti, emozioni, paure, insicurezze, certezze; di volta in volta, ne scegliamo alcune con cui rivestiamo il nostro corpo e ce ne andiamo in giro sino alla fine dei nostri giorni. Spezzate tutto questo in modo naturale.

Nel judo si dice che cadiamo per imparare a rialzarci; è vero, ma non dobbiamo essere troppo fieri di noi stessi né troppo orgogliosi perché comunque, alla fine, siamo chiamati a trascendere sia la posizione eretta che quella sdraiata.

Quando un essere non è felice dentro di sé, trasporta con sé la tristezza e ne disperde via via i semi, che altri raccolgono.
La felicità è come il calore del sole, ne puoi gustare gli effetti quando c’è, e quando passa realizzi che non ti apparteneva.
Praticare la Via del Buddha significa non rattristarsi quando il sole va via e rallegrarsi sempre quando riappare.
Come un bambino che non conosce la paura, si stupisce e sobbalza quando qualcosa lo spaventa, per subito dopo gioire della smorfia di un pagliaccio. Senza pregiudizio, senza rancore è l’orma che dobbiamo seguire.

Ancora benvenuti.

Roberto Kengaku Pinciara


I ritiri, che chiamiamo sesshin, sono un momento di raccoglimento e di indagine. Si interrompono le consuete attività del quotidiano per bagnarsi nel mare del silenzio e dell’agire consapevole.
Sono necessari, allo stesso modo, a quanti hanno deciso di percorrere a Komyoji un percorso di formazione Zen tradizionale e a quanti, invece, intendono soltanto indagare alla ricerca di un orientamento esistenziale.

A quanti volessero parteciparvi per la prima volta diamo le seguenti informazioni:
• anzitutto occorre comunicare la propria intenzione di partecipare, telefonando o scrivendo una lettera o mail;
• avuto l’assenso dal responsabile del Centro, aver cura di portare con sé un sacco a pelo ed abiti idonei per la pratica di zazen e per il lavoro all’aperto;
• una volta giunti, un incaricato del Centro si prenderà cura di voi;


Ritiri di formazione a Komyoji     Primavera | Estate | Inverno


RITIRO (SESSHIN) DI PRIMAVERA:
E', questo, il momento in cui la Comunità approfondisce lo studio nel quale di anno in anno è impegnata. Si tratta di uno studio che alterna formali momenti, tenuti dal maestro, ad approfondimenti individuali. Questi e quelli con lo scopo di portare lo studente ad assimilare l'insegnamento dei Patriarchi interrogandolo con la propria vita e con la propria pratica. In questo ritiro ha perciò luogo quell'essere in cammino descritto nel Piano di studi ultimamente approvato, insieme allo Statuto, dell'Assemblea dei soci. Alla conclusione positiva di ogni ciclo di studi, allo studente verrà rilasciata un'attestazione.

Domenica 25 Aprile a Domenica 2 Maggio 2010 (con arrivo entro le ore 17 di Domenica 25 Aprile)

   

RITIRO D’ESTATE :
ANGO - SESSHIN D’ESTATE. E’, questo, il momento in cui la Comunità si distende come un gatto che fa le fusa, accogliendo entro i consueti suoi ritmi di sesshin, momenti di vitale gioia condivisa. Si vive gran parte della giornata all’aperto, si pratica zazen all’alba e alla sera, si lavora, si seguono i discorsi del maestro all’ombra della quercia. E’, perciò, possibile, parteciparvi con la propria compagna od il proprio compagno che non prendono parte attiva alla sesshin, tanto che sarà allo scopo destinato una zona appartata della collina per l’insediamento di piccole tende che diano agli amici che ci accompagnano piena libertà ed autonomia. E’ perfino possibile prevedere la presenza di bambini che, se in numero né troppo esiguo né troppo numeroso, potrebbero fornire occasione alla Comunità di confrontarsi con un compito nuovo.

Sabato 24 Luglio a Sabato 7 Agosto 2010 (con arrivo Sabato 24 Luglio)

     

RITIRO D'INVERNO:
ROHATSU - SESSHIN D’INVERNO. E', questo, il momento in cui la Comunità vive un intenso momento di partecipazione. Accade in questo ritiro, difatti, che vengano a compimento desideri e determinazioni di quanto hanno fatto di Komyoji la propria casa spirituale. E' il momento delle ordinazioni a discepolo laico, bodhisattva, passaggio cruciale di chi a Komyoji ha deciso di percorrere un cammino tradizionale di formazione. La Comunità tutta si stringe attorno agli ordinandi, facendo loro sentire quel calore e quella presenza forte e discreta che ci fa fratelli e sorelle nella Via del Buddha.

Sabato 4 Dicembre a Sabato 11 Dicembre (con arrivo Sabato 4 Dicembre)

     


ASSOCIAZIONE  CENTRO  ZEN  KOMYOJI
ATTIVITA’ ANNO SOCIALE 2010 - Riepilogo

RITIRO di PRIMAVERA

Dal 25 Aprile al 2 Maggio

 
RITIRO d' ESTATE

Dal 24 Luglio al 7 Agosto 2010

 
RITIRO di INVERNO

Dal 4 al 11 Dicembre 2010

 
Altri incontri

27 - 28 Marzo
5 - 6 Giugno
4 - 5 Settembre
2 - 3 Ottobre

Per inormazioni ed iscrizioni scrivete a: info@komyoji.eu



Altre attività nei Dojo di città

MILANO


 
Centro studi Zen Komio Ji
Centro Zen Komyoji
FORTUNAGO (Pv) 0383.875584 - email: info@komyoji.eu

Calendario-Agenda delle attività di Komyoji